Valeria Luzi: per scrivere bisogna “vivere”
27/05/2011 > Letteratura di Dèsirèe Bei
Valeria ha quasi 30 anni, è romana e laureata in Filosofia. Dopo essersi accostata a svariate professioni – è stata impiegata, hostess, editor e wedding planner – si è cimentata nello studio dell’inglese lavorando per periodi prolungati all’estero tra Londra, New York e Barcellona, ed è proprio viaggiando per il mondo che ha scoperto le sue vere passioni: la scrittura e il viaggio, che rappresenta una delle sue fonti d’ispirazione. Nel 2009 Aliberti Editore ha pubblicato il suo primo romanzo “Figabook”, la sexy fiaba di una “patatina” ossessionata dalla ricerca del “pisello azzurro”. Attualmente Valeria continua a svolgere svariati lavori – giornalista per il quotidiano Affaritaliani.it, sceneggiatrice per il cinema e per la TV, reporter commerciale – ma conserva la voglia di ripartire alla ricerca di nuove ispirazioni.
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Com’ è iniziata la tua “avventura” nel mondo della scrittura?
L’avventura di ogni scrittore inizia nel mondo della lettura. Ed anche per me è stato così. Ricordo che, ancor prima di imparare a leggere, osservavo i libri come un goloso guarda la Nutella. Dal momento in cui la maestra mi insegnò a decifrare quei segni misteriosi che racchiudevano infinite storie fantastiche, non mi sono mai fermata nella lettura famelica di tutto ciò che mi capita sotto mano.
Qual è stato il tuo percorso formativo?
La mia fervida immaginazione naturale si è abbeverata alla fonte dei classici. Innanzitutto latini e greci al liceo e poi ho proseguito il mio percorso formativo laureandomi in filosofia estetica, che esplora il concetto di bello, e quindi di arte, sotto ogni punto di vista. Mi sono specializzata in scrittura creativa presso la Mondadori , ma ciò che mi ha spinto a prendere la penna in mano, sono state le innumerevoli esperienze di vita vissuta in giro per il mondo.
In che modo hai costruito il tuo romanzo, quali passi segui per arrivare alla stesura finale?
Il mio primo romanzo “Figabook” (Aliberti Editore) è stato lungamente meditato, ma non tanto nella sua costruzione, quanto nell’idea generale. Ho sempre voluto scrivere qualcosa sul sesso, ma volevo distinguermi da tutti gli altri romanzi erotici che spesso e volentieri trattano il sesso in modo morboso, sporco e appiccicaticcio. Quindi ho a lungo cercato un escamotage che mi permettesse di trasmettere al mondo la mia idea del sesso come di un qualcosa di naturale, pulito e soprattutto divertente. Quale modo migliore per rendere questa idea se non quello di usare il genere letterario della favola creando un mondo fantastico dove esistono solo piselli e patate?
Qual è il personaggio che hai creato e al quale sei maggiormente legata?
Di sicuro il personaggio di Patatina Fresca, detta Tina o Tati, la protagonista di “Figabook” , ingenua vagina ossessionata dalla ricerca del pisello azzurro, ancora convinta che l’amore perfetto esista, come le ha sempre insegnato la sua famiglia. Costretta, invece, a scontrarsi con la dura realtà, Patatina capirà che purtroppo la perfezione non esiste e che, forse, è anche meglio così.
Cosa ami di più del lavoro di scrittrice?
Sicuramente amo perdermi nel mio mondo fantastico fatto di storie e personaggi creati dalla mia immaginazione. Amo la vita e soprattutto amo vivere tante vite molto diverse fra di loro.
Cosa, invece, non ti piace?
Non mi piace il mondo dell’editoria composto prevalentemente da persone interessate solo all’aspetto commerciale ed economico della scrittura. I grandi non hanno mai scritto per vendere, ma alla fine hanno venduto, eccome.
C’è qualcuno in particolare che ammiri e da cui trai ispirazione?
Credo che per scrivere, innanzitutto bisogna vivere. Infatti, uno dei miei scrittori preferiti è di sicuro Charles Bukowski , il quale dopo aver vissuto molto intensamente la sua vita, a 50 anni, ha preso la macchina da scrivere e non ha mai smesso di tamburellare su quei tasti.
Qual è il tuo libro preferito, e perché?
I miei libri preferiti sono troppi. Ma uno di quelli che mi ha cambiato la vita è di sicuro la geniale favola “Il piccolo principe” di Antoine de Saint-Exupéry. Nulla è come sembra.
Che consiglio daresti a chi volesse intraprendere la tua professione?
Consiglio di leggere, ma soprattutto di vivere, di essere curiosi ed assetati di conoscenza. Lo scrivere è solo l’atto finale di un processo molto più lungo che si chiama vita.
Quali sono i tuoi progetti futuri?
Ultimamente ho imparato sulla mia pelle che uno dei segreti per essere felici è vivere, qui, ora. Quindi, ora come ora, il mio progetto futuro è cercare di rispondere nel migliore dei modi a queste domande, dopodichè andrò a pranzo e poi a lavorare e per quanto riguarda il futuro chi vivrà, vedrà.
Cosa vorresti dire ai nostri lettori?
Sembrerà scontato, ma vorrei dire loro di non avere paura di essere sè stessi. Non avrete mai più una seconda occasione per vivere la vita come avreste voluto, quindi, smettetela di farvi le “seghe mentali” e cercate di fare di voi stessi un capolavoro.

















